Il complesso con mosaico policromo

Nel cosiddetto “quartiere occidentale”, localizzato lungo la fascia costiera ad ovest del promontorio, alcuni limitati sondaggi, effettuati nell’area che sarà poi occupata dall’agora, hanno permesso di individuare significative strutture pertinenti ad un notevole edificio, di cui si conserva un ampio tratto pavimentato con un mosaico policromo a soggetto marino. Il complesso è stato costruito tra la fine del I e gli inizi II secolo d.C., e distrutto nella seconda metà del II secolo dall’edificazione della piazza.

Le strutture individuate non consentono di chiarire l’esatta planimetria del complesso e la sua precisa destinazione d’uso. La natura del mosaico, la posizione decentrata dell’edificio rispetto al nucleo urbano originario e la contiguità topografica con le due baie e le principali vie di comunicazione sembrerebbero suggerire una vocazione commerciale dell’edificio, forse legato alla vendita del pesce.

Le ricerche condotte negli anni 2002-2005 nel complesso agora/basilica hanno consentito di chiarire le diverse fasi di edificazione dell’area e di individuare un edificio precedente alla costruzione della piazza.

Tre sondaggi, effettuati in corrispondenza delle navate centrale e meridionale della basilica e in uno degli ambienti accessibili dal muro perimetrale occidentale, hanno permesso di individuare lacerti murari ed ampi segmenti di un mosaico pavimentale, riconducibili ad un notevole edificio, demolito ed obliterato intorno alla metà del II secolo dalla costruzione dell’agora.

Le strutture emerse consentono di ricostruire, seppur parzialmente, un edificio di notevoli dimensioni organizzato intorno ad un ampio tappeto musivo policromo. La dislocazione dei lacerti mosaicati individua un campo rettangolare (17x13m. circa) decorato da soggetti marini ed inquadrato da una successione di cornici concentriche a fasce nere, bianche e a semplici motivi geometrici.

La campitura centrale del mosaico, a fondo bianco, è invece decorata da pesci e delfini che nuotano intorno ad una struttura centrale a pianta ottagonale a lati concavi, parzialmente conservata ed identificata con una fontana. 

Le evidenze conservate non consentono di precisare l’esatta planimetria dell’edificio, in cui tuttavia si distingue un vasto peristilio mosaicato con fontana polilobata centrale e probabili ambienti perimetrali. Le strutture emerse possono essere indistintamente riferibili ad un complesso di natura pubblica o, viceversa, privata.

Nella definizione delle funzioni intervengono a suggerire una possibile identificazione l’ampiezza considerevole del complesso e la sua dislocazione topografica, decentrata rispetto all’originario nucleo urbano ma allo stesso tempo ben collegata alle due baie portuali e alle principali vie di comunicazione. La planimetria, seppur parzialmente ricostruita, la posizione topografica e il soggetto marino del mosaico potrebbero ben adattarsi ad un complesso destinato al commercio del pesce, risorsa locale di primaria importanza. La costruzione dell’edificio potrebbe essere inoltre messa in collegamento con un importante, ma non meglio definito, intervento edilizio patrocinato da Antioco IV di Commagene, evocato in un’iscrizione monumentale, rinvenuta purtroppo frammentaria nell’area del teatro immediatamente adiacente; allo stesso personaggio potrebbe riferirsi un altro frammento iscritto rinvenuto nell’agora, in cui sembra si possa leggere la menzione diretta del mercato del pesce.

La costruzione del complesso sembrerebbe cronologicamente inquadrabile fra la seconda metà del I sec. e l’età adrianea, mentre la sua obliterazione risalirebbe alla seconda metà del II secolo d.C. con la costruzione dell’agora che determinò la demolizione e la rasatura delle strutture.  

L’ampio edificio precedente alla costruzione dell’agora, indipendentemente dalle lacune relative all’esatta definizione tipologica e funzionale, costituisce un’importante testimonianza del primo sviluppo urbanistico di Elaiussa sulla terraferma, precedentemente occupata esclusivamente da necropoli.

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