L'acquedotto

Il sito di Elaiussa era provvisto di un complesso sistema per l’approvvigionamento idrico di cui facevano parte un grande acquedotto ed una serie di cisterne che consentivano la raccolta dell'acqua, indubbiamente uno dei principali problemi di una città priva di sorgenti naturali.

L'acquedotto, realizzato nel I secolo d.C., subì vari rifacimenti in età romana e proto bizantina e raccoglieva le acque del fiume Lamas (che scorre a circa 10 km ad Est) convogliandole verso Elaiussa e Korykos. Il suo percorso è ancora ben individuabile e caratterizzato da tratti prevalentemente scavati nella roccia e da altri articolati su grandi arcate funzionali all’attraversamento delle valli ed al mantenimento della pendenza necessaria al fluire dell’acqua; ben conservati sono i ponti ad arcate presenti in tre gole a Est di Elaiussa e, verso Ovest, nella valle del Kuru Dere.

 

 

 

Il sito di Elaiussa era provvisto di un complesso sistema per l’approvvigionamento idrico di cui facevano parte un grande acquedotto ed una serie di cisterne che consentivano la raccolta dell'acqua, indubbiamente uno dei principali problemi di una città priva di sorgenti naturali.

L'acquedotto, realizzato nel I secolo d.C., subì vari rifacimenti in età romana e proto bizantina e raccoglieva le acque del fiume Lamas (che scorre a circa 10 km ad Est) convogliandole verso Elaiussa e Korykos. Il suo percorso è ancora ben individuabile e caratterizzato da tratti prevalentemente scavati nella roccia e da altri articolati su grandi arcate funzionali all’attraversamento delle valli ed al mantenimento della pendenza necessaria al fluire dell’acqua; ben conservati sono i ponti ad arcate presenti in tre gole a Est di Elaiussa e, verso Ovest, nella valle del Kuru Dere.

Il tratto urbano dell’acquedotto, invece, non è facilmente rintracciabile, ma un suo tratto è ancora visibile nell'area nord-orientale della necropoli ed all'interno del teatro, infatti, quando venne eretto l'edificio per spettacolo (metà del II secolo d.C.), il vecchio percorso rettilineo dell'acquedotto venne interrotto e il nuovo tracciato assunse un andamento semicircolare che seguiva l'andamento della cavea.

Veduta aerea dell'acquedottoDal teatro il nuovo condotto raggiungeva una struttura circolare, identificabile come il castellum aquae, situata nei pressi della parodos occidentale. Un secondo ramo scendeva verso il promontorio su un ponte ad arcate e seguendo la strada che attraversava l'istmo, riforniva i quartieri sull' “isola”; se ne conservano, in prossimità dell’agora, due piloni interi che sostenevano un arco, oggi restaurato. Resti dei piloni e del canale di età romana e bizantina sono stati rinvenuti anche nell’area del portico a Nord del Palazzo Bizantino.

Dopo aver servito Elaiussa l’acquedotto proseguiva verso occidente. Nella valle ad Ovest della collina del tempio, dove scorre il torrente Kuru-Paşa, sono ben conservati due ponti ad arcate grazie ai quali il condotto manteneva una quota costante: uno di essi sembra essere databile all’età romana, mentre l’altro è probabilmente bizantino. Il condotto idrico, in parte scavato nella roccia ed in parte costruito, prosegue dopo l’attraversamento della valle fino a Korykos. 

L'acquedotto venne utilizzato per lungo tempo e conobbe numerosi restauri e rifacimenti almeno fino all'età bizantina come dimostra il ritrovamento di un'iscrizione di VI secolo d.C. in cui si parla di un intervento di restauro nel suo tratto orientale ad opera del governatore della regione di Elaiussa, Illos, ministro dell’imperatore isaurico Zenone.

X