Le monete

Elaiussa ha prodotto moneta dal I sec. a.C. al III sec. d.C. Rare monete d’argento si datano al regno di Seleuco VI; il resto della produzione è costituito da monete di bronzo civiche, i cui tipi principali sono Zeus / Nike e Tyche / Hermes, monete a nome del re di Commagene Antioco IV, e monete greche imperiali, con il ritratto degli imperatori romani al D/ e tipi locali al R/.

La zecca di Elaiussa sembra essere stata attiva dagli inizi del I sec. a.C., quando si datano tetradrammi d’argento di  Seleuco VI con il ritratto del re al D/ e una divinità femminile, identificata con Afrodite Euploia, al R/. Tetradrammi d’argento autonomi dello stesso scorcio di tempo mostrano lo stesso tipo al R/ mentre al D/ compare la testa turrita di Tyche. La legenda ELAIOUSIWN THS IERAS KAI AUTONOMOU attesta lo stato di autonomia della città.

In seguito le emissioni monetali di Elaiussa sono costituite da sole monete di bronzo, con i tipi della testa di Zeus, di Tyche, di Atena al D/ e NikeHermes, Afrodite al R/. quando Archelao di Cappadocia riceve Elaiussa da Augusto nel 20 a.C., cambia il nome della città in Sebaste, e la legenda con il nuovo nome sostituisce quella precedente. I tipi della testa di Tyche, di Atena, della Nike continuano a comparire sulle monete, accanto a tipi nuovi (kerykeion, delfino, clava).

Tra la morte di Archelao e il momento in cui Elaiussa diventa parte dei possedimenti di Antioco IV di Commagene sembra esserci un’interruzione delle emissioni monetarie. Queste riprendono nel 38 d.C., a nome di Antioco e di sua moglie Iotape. Al D/ delle monete compare il ritratto del re; al R/ Apollo, Tyche o la regina Iotape seduta.

Dopo la morte di Antioco, le emissioni cessano di nuovo, per riprendere in età antonina con monete che vengono prodotte sino al regno di Valeriano e che oltre al ritratto dell’imperatore al D/ e varie divinità al R/ (Tyche, Athena, Zeus, Dionsio, Asclepio, Serapide, Eracle) portano legende che indicano gli attributi della città (MHTROPOLIS, IERA, ASULOS, AUTONOMOS, ELEUQERA, NAUARCIS, PARALIOS).

Gli scavi di Elaiussa hanno restituito finora circa 2500 monete. Le emissioni di alta età ellenistica sono rappresentate da un piccolo numero di esemplari sporadici provenienti per lo più dall’isola. Il maggior numero di monete databili al I sec. a.C. è costituito da bronzi della zecca di Elaiussa e delle città vicine come Korykos (figg. 1 e 2), Seleucia sul Calycadnus, Aigeai e Tarso. Lo stesso modello di circolazione regionale è restituito dalle monete greche imperiali.

La moneta di Roma sembra arrivare verso la metà del III sec. d.C., con antoniniani e monete di bronzo soprattutto delle zecche orientali dell’impero; il numero di monete romane aumenta progressivamente verso la fine del IV e gli inizi del V sec. d.C., quando sono diffusi piccoli nominali di bronzo (Figg. 3, 4, 56, 7 e 8). Le monete bizantine coprono un periodo che arriva al regno di Eraclio (610-641 d.C.), quando il sito viene in parte abbandonato (Figg. 910. 11 e 12). In seguito infatti la circolazione monetaria si fa sporadica con qualche moneta bizantina più tarda (Leone V Armeno, 813-820 d.C.) e rare monete medievali, come quelle del regno armeno di Cilicia, collocabili  tra XIII e XIV sec. d.C. (Figg. 13, 14, 15 e 16).

Un ripostiglio contenente un migliaio di frazioni di bronzo tardo-romane e proto-bizantine, sepolto poco dopo la metà del VI sec. d.C.. proviene da una cisterna a sud del teatro. Un altro tesoretto, costituito per lo più da folles del periodo di Foca, Eraclio e Costante II, è stato recentemente rinvenuto nella zona residenziale dell’isola (Figg. 17 e 18).

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