Le terme del porto

Il complesso termale sorge all’estremità Nord-Ovest del promontorio, lungo la banchina del porto settentrionale. Si tratta di un edificio di medie dimensioni, con 14 ambienti, addossato alla parete rocciosa regolarizzata, sviluppato in direzione Nord-Sud. A Nord le sue strutture furono obliterate in età post-antica dalla costruzione di un tratto delle mura. Questo rende impossibile ricostruirne l’intera planimetria. All’inizio delle indagini l’area delle terme risultava interamente coperta da un deposito di sabbia, al di sotto del quale sono emersi gli strati di crollo delle strutture dell’edificio, consistenti in tratti delle volte di copertura e in lacerti dei muri perimetrali. Un’analisi della dinamica del crollo suggerisce una distruzione simultanea, violenta, forse dovuta a un terremoto. Da uno studio preliminare sono state riscontrate tre fasi edilizie successive, identificabili dalle diverse tecniche costruttive (opera reticolata, tegole spezzate e blocchetti di calcare), databili tra il I e il III secolo d.C. Le strutture delle terme sono giunte buono stato di conservazione. Gli ambienti riscaldati (caldaria), uno dei quali con piscina calda, erano a Sud e a Ovest; seguivano due tepidaria e due vani con vasche di acqua fredda a Nord: uno di essi recava al centro un bacino biabsidato circondato in origine da un peristilio colonnato. Nella zona a Sud dell’edificio sono stati individuati due praefurnia per il riscaldamento degli ambienti caldi. Ottimamente conservato in molti vani è il sistema ad ipocausto per il riscaldamento, che avveniva grazie alle intercapedini di tubuli sulle pareti e ai pavimenti sopraelevati sorretti da suspensurae circolari. I pavimenti erano in mosaico con decorazioni geometriche in bianco e nero o policrome, ad eccezione delle vasche rivestite di tessere bianche di grandi dimensioni. Si ipotizza che le terme siano cadute in disuso tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. Ciò non comportò l’abbandono del complesso. Alcuni ambienti vennero riutilizzati per attività artigianali fino al VI-VII secolo d.C. Ad esempio un elemento di mola in calcare e alcuni frammenti di macine in pietra lavica testimoniano la presenza di un frantoio.

 

 

 

Il complesso termale, indagato nelle campagne di scavo 1999-2002, sorge sulla sponda Nord-occidentale del promontorio. Il complesso, costituito da una doppia fila di vani, ha un asse Nord-Sud ed occupa la stretta fascia tra la collina rocciosa appositamente tagliata e il bacino portuale settentrionale. Prima dello scavo l'edificio era completamente coperto di sabbia e dei possenti crolli delle volte e delle strutture murarie.

L'analisi preliminare delle strutture emerse, fondata sulle tecniche edilizie e sulla cronologia delle stratigrafie associate, ha consentito di identificare quattro successive fasi di costruzione e di utilizzo del complesso. In tutte le fasi le strutture dei periodi più antichi vengono riutilizzate ed inglobate nei muri successivi.

Il più antico periodo di vita dell'edificio, la cui funzione è incerta perché ne rimangono solo esigui resti, è caratterizzato dall'uso dell'opus reticulatum. Questa tecnica edilizia è tipica dell'area italica (metà I secolo a.C.-inizi I secolo d.C.), mentre è piuttosto rara in Asia Minore e nel Mediterraneo orientale.

Nella seconda fase (fine I secolo-inizi II secolo d.C.) il complesso assunse la funzione termale. Le nuove murature sono costruite in opus reticulatum o in tegulae fractae (tegole frammentate).

Le terme assunsero un'organizzazione definitiva durante la terza fase, databile nella seconda metà del II secolo d.C. o agli inizi del III secolo d.C.: la cronologia può essere determinata con precisione anche grazie alla presenza anfore del tipo Anemurium A nella volta di uno dei vani). In questa fase le strutture più antiche furono restaurate ed ampliate utilizzando la tecnica costruttiva a piccoli blocchi parallelepipedi di calcare con rari ricorsi di laterizi. Le strutture pertinenti a questa fase sono in ottimo stato di conservazione, soprattutto gli ambienti del settore Est che aderiscono direttamente alla fronte rocciosa regolarizzata.

Le terme non seguono la tradizione romana occidentale che prevedeva un impianto assiale e simmetrico, ma hanno pianta rettangolare con distribuzione libera dei vani, in tutto 14: quelli riscaldati sono situati a Sud, mentre il settore Nord è riservato alle stanze fredde; qui doveva essere probabilmente anche l'ingresso all'edificio, non individuabile in quanto coperto dalle successive mura bizantine. Il frigidarium (I) è una grande sala quadrata con vasca biabsidata pavimentata in mosaico e circondata da un peristilio i cui elementi - colonne, capitelli, plinti - sono stati rinvenuti negli strati di riempimento della vasca stessa. A Nord di tale ambiente ne è riconoscibile un altro, sempre con pavimenti in mosaico, che però è solo parzialmente visibile. Il vano II ubicato a Sud è un tepidarium, raccordato ad Ovest con alcuni piccoli vani di incerta funzione (il IV è una vasca per acqua fredda). Ad Est dell'ambiente II si trova una nicchia riscaldata scavata nella roccia (Ambiente IIa), con camino sul soffitto. Il nucleo centrale del settore meridionale delle terme era il corridoio VI, con funzione di raccordo tra i tepidaria (Ambienti II e VIII) e il caldarium (Ambiente VII), interamente occupato da una piscina riscaldata e coperto originariamente con volta a botte. Il sistema di riscaldamento ad ipocausto è perfettamente conservato in quest'ultimo vano, con le suspensurae che sostengono il pavimento della piscina e i tubuli rettangolari in terracotta, fissati alle pareti tramite grappe metalliche, per la circolazione dell'aria calda che proveniva dall'adiacente preafurnium (XII).

Tramite la porta occidentale del corridoio VI si accedeva ad un'altra sala rettangolare riscaldata, probabilmente un altro tepidarium (VIII). I due vani adiacenti absidati erano verosimilmente due caldaria: quello settentrionale (IX) era dotato di un pavimento in mosaico decorato con motivi geometrici policromi, in corso di restauro; quello meridionale (X) è caratterizzato dalla presenza di due nicchie rettangolari a Nord e a Sud e di un'ampia vasca rettangolare con copertura integra a volta a botte ad Est (XI). A Sud del complesso termale è una vasta area quadrangolare di servizio (XIII) collegata direttamente dall'esterno attraverso una porta separata: vi si svolgevano le attività legate al funzionamento delle terme e da qui si accedeva ai praefurnia (XII), uno dei quali parialmente smantellato in età bizantina ed attualmente non è ben visibile.

Le terme caddero in disuso fra la fine del III e gli inizi del IV sec. d.C., ma in seguito alcuni ambienti furono riutilizzati come laboratori artigianali (frantoio, lavorazione di lamine di bronzo, magazzini) che rimasero in uso fino alla fine del VI o all'inizio del VII secolo d.C. 

 

X